Il serpente e le ali della notte di Carissa Broadbent
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Recensione di “Il serpente e le ali della notte” romantasy di Carissa Broadbent8 min read

Le conseguenze di un’adolescenza passata tra Twilight, The Vampire Diaries e Buffy l’Ammazzavampiri si fanno sentire. Quindi, se mi chiedete perché ho iniziato Il serpente e le ali della notte, la risposta è semplice: i vampiri 🧛🏻‍♀️.
All’inizio, il primo volume della serie “Le Corone di Nyaxia” (“Crowns of Nyaxia“) non mi aveva conquistata del tutto. Non era una di quelle letture che ti fanno fremere dalla voglia di scoprire cosa succederà nella pagina successiva.
In più, ero piuttosto prevenuta verso Oraya perché nei primi capitoli sembrava proprio la classica protagonista copia-incolla dei romantasy, ed effettivamente lo è… ma a differenza di tante altre, lei mi è piaciuta. E nel corso di questa recensione vi racconterò perché Il serpente e le ali della notte” di Carissa Broadbent merita un posto nella vostra libreria rispetto ad altri romantasy.

Prima però vediamo alcune informazioni utili su questo volume:

  • Titolo: “Il serpente e le ali della notte”
  • Autrice: Carissa Broadbent
  • Volume successivo: “Le ceneri & il re maledetto”
  • Serie: “Le Corone di Nyaxia“ (“Crowns of Nyaxia”)
  • Data pubblicazione: 30 gennaio 2024
  • Editore: Mondadori (Oscar Vault)
  • Collana: Fantastica
  • Numero pagine: 480
  • Codice ISBN: 9788804779681
  • Prezzo cartaceo: € 24,00

Adesso diamo un’occhiata alla trama per capire cosa potete aspettarvi da questa lettura.

Di cosa parla “Il serpente e le ali della notte”? Leggi la trama

Che tu sia umano o vampiro, nel regno di Nyaxia le regole per sopravvivere sono le stesse: non fidarti, non cedere, e proteggi sempre il tuo cuore.
Oraya è un’eccezione vivente: un’umana cresciuta tra vampiri, adottata dal potente re dei Notturnati. In un mondo in cui dovrebbe essere solo una preda, si è guadagnata con la forza e l’astuzia il diritto di esistere. Ma sa che non sarà mai veramente al sicuro, a meno di vincere il Kejari: un leggendario torneo di sangue organizzato dalla stessa dea della morte.

Per sopravvivere, Oraya sarà costretta a stringere un’alleanza con Raihn, che sembra capirla davvero, anche se tutto in lui è pericoloso.
Tra prove mortali, giochi di potere e desideri proibiti, Oraya dovrà decidere quanto è disposta a rischiare: la sua vita o il suo cuore? In un mondo dove la sopravvivenza ha un prezzo altissimo, l’amore potrebbe essere l’errore più letale di tutti.

Un worldbuilding tra fazioni di vampiri e tornei

Il mondo creato dall’autrice nel primo volume della serie “Le Corone di Nyaxia” (“Crowns of Nyaxia”) si costruisce poco alla volta, senza ricorrere a lunghe descrizioni. L’autrice sparge frammenti sul worldbuilding lungo la narrazione, tramite flashback, dialoghi e accenni fatti dai personaggi. Ho apprezzato molto questo approccio, che rende la narrazione piacevole e scorrevole. Allo stesso tempo, però, richiede un po’ di pazienza da parte di chi legge, che deve cogliere i piccoli dettagli sparsi lungo la storia. Fortunatamente c’è un breve glossario alla fine del libro, che contiene brevi definizioni e chiarimenti.

Dalle indicazioni dell’autrice sappiamo che nel mondo di Nyaxia esistono tre Casati vampireschi: il Casato dell’Ombra, il Casato della Notte e il Casato del Sangue. Ognuno di questi ha caratteristiche che li distinguono dagli altri, sia in termini di magia che di eventi storici che li hanno segnati.

Un altro elemento centrale nel mondo di “Il serpente e le ali della notte” è il Kejari, un torneo all’ultimo sangue che si disputa una volta ogni secolo, aperto a tutti gli abitanti dell’Obitraes e organizzato dal Casato della Notte, in cui guerrieri sanguinari si affrontano mortalmente per ottenere un desiderio dalla dea Nyaxia. Non è nulla di nuovo (vero), ma l’autrice l’ha reso davvero interessante: infatti non vedevo l’ora di sapere quale sarebbe stata la prossima prova, chi sarebbe sopravvissuto e che dinamiche si sarebbero create

Per quanto riguarda la magia, il sistema magico di questo mondo appare goffo e poco chiaro. Nonostante dia l’impressione di essere un sistema abbastanza “soft”, non viene spiegato in modo approfondito, questo rende difficile comprenderne dinamiche e funzionamenti. Anche perché buona parte della trama si basa proprio sulla magia. Spero che l’autrice esplorerà in maniera più completa sia il sistema magico che l’intera costruzione del mondo nei prossimi libri della serie, perché la mancanza di chiarezza e spiegazioni influenza comunque l’esperienza di lettura.

I protagonisti principali: Oraya e Rhain

Come vi dicevo all’inizio di questa recensione, Oraya, nei primi capitoli, sembra la classica protagonista di un romantasy: un’orfana che si trova a lottare per la sopravvivenza in un mondo ostile, fino all’incontro con il proprio love interest. Oraya è effettivamente un personaggio del genere, ma nonostante sia una figura “già vista”, mi è piaciuta comunque. Non mi ha annoiata e, cosa importante, non è stata resa “spigolosa e scontrosa” senza un apparente motivo.

Cresciuta come figlia adottiva di un potente re vampiro, Oraya ha imparato presto a farsi strada in un mondo che, per natura, è destinato a ucciderla. La sua condizione è anche una delle motivazioni principali che la spingono a partecipare Kejari. Oraya affronta le difficoltà con intelligenza, forza e molta cautela. L’ho trovata un personaggio coerente, che mostra già i primi passi della sua crescita sia emotiva che psicologica.

Raihn, invece, parte come l’antagonista: un vampiro misterioso e pericoloso. Durante il torneo, però, si rivela un alleato di Oraya, anche se la sua lealtà è tutt’altro che scontata. La sua personalità è complessa e viene gradualmente svelata lungo la narrazione, tenendo alta la curiosità su chi sia veramente.

Perché il romance di Oraya e Raihn è uno dei migliori slow burn dei romantasy

La cosa che mi ha colpito di più, però, è lo slow burn tra Oraya e Raihn. E quando dico slow burn, intendo un vero slow burn! Vi giuro, non ci volevo credere. 

Ho apprezzato moltissimo poter leggere una vera evoluzione del loro rapporto, che cresce con calma e naturalezza. Finalmente una relazione che non si concretizza nelle prime 50 pagine. In “Il serpente e le ali della notte” di Carissa Broadbent, la parte romantica non prende mai il sopravvento sulla trama principale, e il loro legame si sviluppa lentamente, con interazioni equilibrate e senza forzature o cliché. Mi è piaciuto vedere come il loro rapporto si costruisca attraverso le loro conversazioni e interazioni che ci svelano i propri caratteri e le loro emozioni. Davvero uno slow burn, scritto bene, che mi ha tenuta incollata alle pagine.

Chi è Carissa Broadbent?

Carissa Broadbent autrice di Il serpente e le ali della notte

Carissa Broadbent è una scrittrice statunitense che ha iniziato a preoccupare genitori e insegnanti con i suoi racconti spietatamente cupi già a nove anni. Da allora, le sue storie sono diventate (leggermente) meno deprimenti e (si spera molto) più leggibili. Oggi scrive romanzi che fondono trame epic fantasy con un’abbondante dose di romanticismo. Vive con il marito, il figlio, un coniglio maleducato e un gatto diffidente nel Rhode Island.

È l’autrice delle serie “Le Corone di Nyaxia” (“Crowns of Nyaxia“) e “The War of Lost Hearts“. La prima è composta da due dilogie e due romanzi stand-alone.

Prima dilogia:

  • Il serpente e le ali della notte” (“The Serpent and the Wings of Night”);
  • Le ceneri & il re maledetto” (“The Ashes and the Star-Cursed King”).

Seconda dilogia:

  • The Songbird and the Heart of Stone“;
  • “The Fallen & the Kiss of Dusk“.

Novelle stand-alone:

  • “Six Scorched Roses”;
  • “Slaying the Vampire Conqueror”.

Perché leggere Il serpente e le ali della notte di Carissa Broadbent

Se amate il fantasy romantico (romantasy), i tornei mortali, i giochi politici e gli slow burn emozionanti, questo libro non può mancare nella vostra libreria. La trama, pur non essendo particolarmente originale, è gestita così bene che non riuscirete a smettere di leggere. Mi ha intrattenuta e mi è piaciuto. Rispetto al finale un po’ lo si intuiva come sarebbe andata, anche se non me lo aspettavo proprio così, e questa è stata una bella sorpresa. La scrittura fluida e scorrevole rendendo così la lettura molto coinvolgente. Non vedo l’ora di leggere il secondo volume “Le ceneri & il re maledetto”.

Spero che questa recensione de “Il serpente e le ali della notte” di Carissa Broadbent vi sia piaciuta e vi ricordo che se anche voi amate parlare di libri, potete seguire me e Giulia sui nostri social ed entrare nel nostro gruppo di lettura (e soprattutto chiacchiera) “The Cozy Book Nook su Telegram. Ci fa sempre piacere conoscere nuove persone che condividono la nostra passione per la lettura.

Alla prossima recensione,
Claudia

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